I personaggi
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Marco Poggi
Marco Poggi è un uomo normale che capita per caso in un meccanismo più grande di lui. Tutto ciò che accade lo farà diventare un freddo e vendicativo killer.
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Un uomo tranquillo
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LA TRAMA
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Marco Poggi, un uomo tranquillo ha 39 anni, da 12 è sposato con Anna Coldier (36 anni). Anna e Marco vivono a Roma. Marco è un programmatore informatico, Anna lavora al ministero del tesoro. Marco è un tipo atletico: va in barca a vela, fa windsurf, bicicletta, trekking, canoa; è cintura nera di karate. E’ un appassionato scacchista e lettore di gialli. Anna fa joga, ama le passeggiate nel verde, si nutre con attenzione.
Per molti anni hanno provato ad avere figli, ma senza successo. Poi hanno rinunciato. Adesso Anna è incinta di tre mesi e sono entrambi felicissimi di questo.
E’ Sabato, è primavera. Inizia il week end. Anna e Marco sono invitati a passare la giornata a casa di amici che abitano al mare. Si preparano, Marco porta con se la mountain bike per farsi un giro con l’amico da cui andranno. Arrivano a casa della coppia, Gianni e Carla. Lui è medico, lei agente immobiliare. Marco e Gianni si conoscono dalle scuole medie; Carla è la sua seconda moglie, una cara amica di Anna. Li ha presentati lei. La giornata è cordiale; si mangia in giardino, si fa la brace. A tavola si parla del più e del meno, della dieta, della depressione. Anna racconta di un suo giovane collega che si è suicidato in ufficio lanciandosi dal quinto piano. Eppure l’avevo visto poco prima, sembrava felice. Non erano amici, ma proprio pochi giorni prima che morisse l’aveva incontrato in archivio e avevano avuto uno scambio di opinioni, e poi, proprio il giorno prima che morisse l’aveva richiamata dicendole che le doveva chiedere un aiuto per risolvere un problema di lavoro. Anna si era offerta subito di aiutarla telefonicamente, ma il collega le aveva detto che si dovevano incontrare, che non si poteva parlarne per telefono. Anna si era stupita per il tono che le era sembrato allarmato, ma poi il giorno dopo era morto, e non aveva saputo cosa voleva. Dopo pranzo, i due uomini decidono di farsi un giro in mountan bike, mentre le due donne rimangono in casa: Anna non si vuole stancare e poi con l’amica hanno in programma un pomeriggio di chiacchiere e anche di realizzare una marmellata di fragole. I due uomini fanno un bel giro per le strade intorno alla casa, sino ad arrivare al mare, dove si fermano in un bar sul porto a bere una bibita. Il bar è pieno di ragazze. L’amico commenta come vorrebbe tornare giovane, Marco gli dice che non si accontenta mai. Va bene, risponde l’altro, sto solo scherzando, ma tu non hai desideri? Si, certo vorrei quella barca li, gli risponde indicando una magnifica barca a vela, per fare il giro del mondo. Mentre escono dal bar ricevono un bel sorriso da due giovani ragazze. Allora l’amico commenta: Vedi? Sono loro che provocano. Ma siamo sposati ricordi? E ridendo si riavviano verso casa. Arrivati alla via della casa, Marco vede un auto nera, ferma con due uomini a bordo. La fa notare all’amico dicendogli di averla notata anche quando erano usciti, ma l’amico minimizza, dicendogli che legge troppi gialli e vede criminali dappertutto. Saranno due ragazzi fermi a farsi una canna. I due uomini rientrano in casa dimenticandosi dell’auto. Dopo cena Anna e Marco dopo aver salutato gli amici si accingono a tornare a Roma e si avviano verso l’autostrada. Dopo qualche chilometro Marco si accorge che c’è un auto nera che fa la loro stessa strada e che è dello stesso modello di quella che aveva notato rientrando in casa degli amici. Fa per dirlo ad Anna, ma si accorge che si è addormentata. Sorride, si distrae, ma proprio quando è distratto, l’auto sopraggiunge, li sperona facendogli perdere il controllo e facendoli uscire di strada, dove vanno a sbattere contro un cartello stradale. Marco perde i sensi. Dopo qualche minuto li riacquista, ma solo per un attimo, sente sua moglie che chiede aiuto, si gira verso di lei e vede un uomo che le spezza il collo. Sviene di nuovo.
Marco si risveglierà in ospedale dove verrà accusato di essere stato lui la causa dell'incidente perchè ubriaco. Nessuno crede alla sua versione di un incidente provocato e di un uomo che uccide la moglie.
Intanto, dopo alcune settimane, mentre sconosciuti killer studiano come eliminarlo, Marco riceve la visita di Francesca, moglie del collega di Anna morto suicida in ufficio. Lei non crede al sucidio e adombra un nesso tra le due morti. Marco e Francesca cercano insieme quale può essere il punto di contatto, che individuano in qualcosa che è successo al lavoro.
In parallelo seguiamo il Senatore Caligiuri , sottosegretario alle finanza, che riceve quindici milioni di euro dall'emissario di un mafioso. Parte di questi soldi servono per misteriosi "acquisti" che non possono essere eseguiti dal loro uomo. La consegna avviene senza problemi
Intanto Marco e Francesca sono arrivati alla conclusione che la morte dei loro cari è qualcosa che ha a che fare con la sostituzione che il marito di Francesca ha dovuto operare del suo capo perchè colpito da ictus, la vendita dei titoli pubblici e qualche tipo di reato finanziario. Mentre discutono notano dalla finestra una macchina scura. Francesca dice di averla già vista sotto la sua casa. Marco la riconosce come quella degli assassini.
Si arma con la sua balestra e il coltello da sub che si fissa alla caviglia e decide di andare a stanarli, Francesca lo segue anche se lui cerca di fermarla. Arrivati nei pressi della macchina questa però gli sfugge.
I due rimangono incerti sul da farsi, decidono però di andare l'indomani negli uffici del ministero a cercare qualche traccia.
Il senatore Caligiuri è al telefono con il colonnello Speranza al quale chiede conto dei problemi connessi al malessere del loro uomo al ministero. Il colonnello gli dice che ne è venuto a conoscenza con ventiquattro ore di ritardo, ma ha già sistemato tutte le cose e risolto quasi del tutto i problemi connessi. Che significa quasi del tutto? chiede il senatore Caligiuri. Il colonnello gli spiega che ci sono alcune code da risolvere, ma che in settimana sarà tutto finito. Bene, gli risponde perchè ho una provvista da sistemare al più presto. Il colonnello gli chiede di attendere ancora qualche giorno. va bene, risponde lui, allora venga però a prenderli e li sposti in un luogo sicuro. Si accordano su questo. Marco e Francesca sono al ministero, negli uffici dei rispettivi congiunti, ma non trovano nulla di strano. Solo francesca non riceve una buona impressione dal nuovo capo del marito, il dottor Corda, ma la sua è solo una sensazione, come se avesse avuto paura. Mentre sono insieme e si stanno dirigendo a casa di lei a vedere tra le cose di lui se riusciranno a trovare qualche traccia, lei gli chiede cosa ha nella borsa che tiene sempre a tracollo; lui le mostra la piccola balestra armata che ormai ha deciso di portare sempre con se, insieme al coltello da sub che tiene fissato alla caviglia. Lei gli fa notare che sembra come li avesse sempre portati. Lui le dice che invece non ama affatto le armi, che il coltello da sub serve per sicurezza durante le immersioni e che la balestra, anzi due balestre, l'avevano comprate con la moglie una volta che seguivano un corso di filosofia zen. Poi, non l'avevo più toccata ma non ha altre armi.
Il colonnello Speranza si informa dai killer dei movimenti dei due superstiti, e saputo che sono andati al ministero, gli da ordine di eliminarli, al più presto, quella sera stessa. Nello studio del marito di Francesca, dopo aver cercato l'intero pomeriggio, non riescono a trovare alcuna traccia. Francesca invita Marco a cena. Insieme cucinano spaghetti al tonno, pescespada scongelato, vino bianco. Dopo cena lei gli confessa che quello era il menù della sera in cui suo marito non è tornato a casa. Glielo aveva chiesto lui. Il pescespada era la sua passione, come il Greco di tufo, il vino bianco. Perchè mai si doveva suicidare?
Quando Marco sta per andare via lei lo prega di rimanere, lui si schermisce, lei lo rassicura: non vuole alcuna avventura. Ha paura però, sarebbe più tranquilla se ci fosse anche un uomo in casa. Gli prepara il divano. I due vanno a dormire. Nella notte un rumore lo sveglia, ma Marco riceve un colpo in testa. Si risveglierà dopo un pò. Dopo un attimo di disorientamento, ricorda cosa è successo. Senza fare alcun rumore arma la sua balestra e si dirige silenziosamente verso il bagno da dove sente venire un flebile lamento. Avanza lentamente, ma rimane ghiacciato nel vedere Francesca incosciente nella vasca rossa del suo sangue. Sul bordo, due flaconi vuoti di sonnifero. Marco non riesce a trattenersi e si slancia verso Francesca. Il Killer, che era rimasto a controllare la morte di Francesca gli è subito addosso. Nella colluttazione la balestra gli cade. Mentre il killer cerca di strozzarlo, lui riesce a piantargli una coltellata nel fianco. Il Killer lo molla, ma riesce a scappare. Lui accorre a soccorrere Francesca. Lei è incosciente. Le fascia i polsi e coprendola con un accappatoio la prende e la porta in ospedale. Francesca è in coma e non si sa se si riprenderà. Marco, che ha denunciato tutto l'accaduto al poliziotto di guardia è in ospedale con lei. Viene raggiunto dalla squadra di poliziotti che è andata a casa di Francesca per i rilievi. I poliziotti sono scettici: Non hanno trovato alcuna traccia di scasso, nè di colluttazione. Non c'è nessuna balestra, nè alcun coltello sporco di sangue. I poliziotti credono che sia tutta una fantasia di Marco per giustificare e coprire il tentato sucidio di Francesca. Il colonnello Speranza è nel suo ufficio con i due killer, che sono due agenti segreti. Uno è ferito e perde sangue, ma dice che non è niente di grave. Il colonnello è incazzato perchè non hanno finito la missione. L'altro killer dice che a quei due ci penseranno loro.
La mattina successiva Marco decide di tornare nell’ufficio del marito di Francesca, dove c’è il direttore che non l’ha convinta.
Marco va li, si presenta, e chiede al dott. Corda cosa succeda. Gli racconta come Francesca sia in ospedale, come abbiano cercato di ucciderla e mette questo in connessione con il “falso sucidio” del marito”. Il dott. Corda si schermisce, gli da del pazzo, non gli crede. Alla fine lo caccia via minacciando di farlo arrestare. Dopo che è uscito, il direttore telefona a un suo amico giudice e gli chiede di incontrarsi. Si danno appuntamento per la sera, ma Marco, che è rimasto fuori dalla porta li sente e decide di aspettarlo fuori dal lavoro e seguirlo. Lo segue sino al circolo canottieri Virtus & Legalità, un noto e rinomato circolo sportivo fondato nell’ottocento, e che annovera tra i suoi soci molte figure note della società romana. Qui lo vede incontrarsi con un altro uomo e entrare nel circolo. Prende la targa dell’uomo con cui si è incontrato e cerca di entrare a sua volta, però non ci riesce.
Nel frattempo il Generale Speranza incontra il sottosegretario Caligiuri, da cui riceve 13 milioni di euro, che dovrà conservare ancora per una settimana, poi passare al dottor Carli, direttore della filiale interna al ministero della Banco Acquisgrano, Speranza li prende con se e li porta nel suo ufficio, nella centralissima via Nazionale. Dei soldi ricevuti dieci milioni vengono depositati nella cassaforte, tre invece vengono deposti in un ingegnoso nascondiglio posto nella libreria, e collegato ad un telecomando mimetizzato in un innocuo fermacarte a forma di barca a vela.
Marco torna in ospedale, dove rimane tutta la notte a vegliare Francesca sempre in coma. La mattina fingendo di aver avuto un incidente stradale con il proprietario dell’auto a cui ha rilevato la targa, riesce a scoprire chi è l’uomo che si è incontrato con il direttore: è il giudice Tranquilli. Marco cerca qualche informazione in più sul giudice. Dalle note che riesce a trovare, è persona irreprensibile, nota alle cronache per il suo impegno a favore dei bambini del terzo mondo, amico personale di personaggi pubblici, quali il noto presentatore Costantino Morselli, il sottosegretario Caligiuri, e molti altri.
Marco decide di andarlo a incontrare e vedere che cosa succede. Saputo dove è il suo ufficio, vi si reca, e bleffando gli dice che sa tutto, che sta per andare a denunciare lui e il suo complice al ministero,e tra poco pagherà per tutti i suoi delitti, ma il giudice non ci casca, e lo minaccia a sua volta di farlo arrestare per minaccie e intimidazioni. Chiama anche i piantoni di guardia, ma Marco riesce a sfuggire ai controlli e a uscire dal tribunale.
Il giudice chiama Caligiuri, e gli chiede un incontro urgente, perché c’è un problema da risolvere subito.
Marco a questo punto sa che c’è un complotto che lega il direttore dell’ufficio del ministero al giudice Tranquilli, ma non riesce a capire il nesso. Cosa sia questo affare che è già costato la vita sua moglie, al marito di Francesca, e ha ridotto in fin di vita la stessa Francesca. Entra in un internet point e inizia a girare per il sito del ministero. Il sito non è stato ancora aggiornato, e al posto del nuovo direttore, Marco trova notizie del vecchio direttore. Ne cerca una foto per verificare se lo ha mai visto, e così facendo in rete gli esce una immagine che ritrae il giudice Tranquilli ripreso con il vecchio direttore e il sottosegretario Caligiuri. Sono ad una serata di raccolta fondi per i bambini del terzo mondo. Ma cosa sconvolgente, una delle guardie del corpo di Caligiuri, inquadrate nella foto, è il killer che ha cercato di uccidere Francesca. Marco è sempre più disorientato. Passa a casa sua per cambiarsi e per recuperare la balestra e il coltello della moglie, perché i suoi sono stati portati via dai killer di Francesca, ma visto che è stanco si appoggia sul letto per riposare un attimo. Si sveglia a notte fonda. Esce per andare da Francesca, ma quando arriva la trova morta. Arresto cardiaco, gli dicono ma lui non crede sia morta per cause naturali. Anzi, è sicuro che sia stata uccisa. Il giorno dopo attende in auto che il dott. Corda esca dall'ufficio, lo segue sino a sotto casa e lo rapisce portandolo nella casa del suocero al Mare. Qui lo interroga, ma Corda non vuole parlare, allora Marco comincia a picchiarlo ma Corda non vuole parlare, dice che lo ammazzeranno. Marco gli assicura che lo farà prima lui, poi gli taglia il medio della mano sinistra. Corda sviene. Marco va in bagno e vomita.
Corda rinviene, è terrorizzato e decide di parlare, dice che il suo compito è solo di approvare l'acquisto preferenziale, da parte della banca interna del ministero di partite di BOT e CCT in emissione e riemissione, e che la cosa gli è stata chiesta dal giudice Tranquilli, che gli ha detto che è una azione per il bene dello stato. Una operazione dei servizi segreti. Una cosa illecita, ma per il bene dello stato.
Marco non capisce il nesso, qualcosa gli sfugge. Decide di andare dal giudice Tranquilli portandosi dietro Corda, che lega e imbavaglia nel bagagliaio. Durante il tragitto si ferma per fare benzina, e Corda, che si è liberato ne approfitta per scappare con la sua macchina, ma come esce dall'autogrill viene investito da un tir, l'auto prende fuoco e muore.
Marco, interdetto, cerca un passaggio e continua verso la sua destinazione. Sotto casa di Tranquilli vede la macchina nera che ha già visto quando hanno ucciso sua moglie. C'è una sola persona a bordo. Marco decide di regolare i conti. Arriva di soppiatto e gli da un colpo in testa. L'uomo nella macchina sviene. Lo fruga, non gli trova documenti, ma una pistola, gliela prende, poi lo trascina fuori e lo chiude nel bagagliaio. Tranquilli abita al piano terra, Marco scavalca e entra nella sua abitazione, ma non trova nessuno. Decide di andarsene. Prende l'auto nera con l'agente nel bagagliaio e si avvia verso la casa del suocero al mare. Tranquilli e Caligiuri sono fuori a cena con le rispettive mogli. Sembra una normale cena tra amici, poi gli uomini si allontanano per fumare. Caligiuri assicura Tranquilli che i problemi che si sono creati sono in via di soluzione,e e che deve stare calmo. Camminando arrivano all'auto di Caligiuri, da dove lui prende un pacco con cinquecentomila euro che da a Tranquilli. Il giudice li prende e li poggia nella sua auto, poi i due tornano nel ristorante.
Mentre va verso il mare con l'auto dell'agente, Marco sente un cellulare squillare: è dell'agente. Gli era caduto in auto. Marco lo prende e risponde. E' il colonnello Speranza che cerca il suo uomo. Marco si incazza e gli dice che il suo uomo è in mano sua, e che è solo questione di tempo, e che prima o poi arriverà anche a lui. Il colonnello Speranza gli dice di calmarsi, che lui non ha idea in che pasticcio si stia ficcando. Gli propone di incontrarsi e discuterne. Lui accetta, e gli da appuntamento nel parcheggio del piazzale del Verano.
....................... il resto è da inventare.................
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L'ARTE DELLA GUERRA
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