Collana: Letture Pagine: 148
ISBN
978-88-9027300-1
Costo: €. 12,00
In vendita dal 17 dicembre 2007
Libro: disponibile
Il libro
Nel paese di Vallesperanza si agitano grandi tensioni. Il sindaco, famoso industriale salumiere vuole fare benedire i sui salumi mentre La “Lega per la liberazione del nostro fratello maiale” vuole liberare ogni “fratello” oppresso.
Elisabetta, “giovnalista multimediale Fvee lance” è in cerca di scoop mentre Gaime è in cerca di lei.
Don Vincenzo povero parroco di campagna cerca il modo di risollevare le sorti della sua parrocchia e nel frattempo Maria la perpetua, cerca la felicità.
Mentre ognuno è impegnato nella ricerca di qualcosa, nella piccola chiesa accade un evento miracoloso, e tutti si troveranno a scegliere se accettare o meno un buon consiglio. Ne saranno capaci?
Irriverente, delicato, ironico. Un testo che lascia leggeri e sereni, rimanendo nella memoria del lettore.
Un brano
Il mivacolo, La tvoupe!
Per Elisabetta le emozioni della nottata erano state veramente troppe. Mentre aspettava l'arrivo della troupe spiando l'interno della chiesa, la stanchezza aveva avuto la meglio e si era addormentata. Non aveva dormito molto, forse una mezz'ora, ma aveva fatto un sogno bellissimo. Una madonna sorridente le indicava un viale alberato, e lì c'era Gaime! Il suo Gaime che la aspettava tenendo per mano un bambino. Un piccolo bambino tutto pieno di riccioli scuri. Che bel sogno. La svegliò il clamore che proveniva dal piazzale.
- Il mivacolo! La tvoupe! - Per poco non cadde dal davanzale del finestrone dove si era nascosta. Parcheggiato all'angolo vide il furgone della sede regionale dove due tecnici stavano armeggiando. Il direttore era stato di parola.
Gli occhi le si illuminarono: - Successo, avvivo! - disse cercando di scendere per raggiungerli, ma nella fretta perse l'appiglio e cadde a terra come un sacco di patate. Fece anche il rumore di un sacco di patate.
Al rumore della sua caduta i due tecnici, uno spilungone e un bassetto con un curioso cappellino messo al contrario, si voltarono, mentre lei rimaneva immobile a terra.
Si rialzò coperta di polvere.
- Sto bene - disse ai due tecnici che la guardavano stupiti - non mi sono fatta niente.
- Meno male. - disse il più alto dei due
- Poteva ammazzarsi. - continuò il secondo rigirandosi il cappello.
Elisabetta avanzò verso di loro cercando di togliersi di dosso la polvere appiccicatasi sui suoi vestiti ancora umidi.
- Voi siete la tvuoupe della sede vegionale, vevo? Io Sono Elisabetta Tovnelli. Il Divettove dovvebbe avevvi avvevtito che favò il sevvizio sul mivacolo.
I due tecnici la guardarono, poi si guardarono tra loro. Il più basso dei due si avvicinò all'altro dicendogli nell'orecchio: - E questa è tvucci tvucci?
Durante tutto il tragitto avevano scherzato tra loro e con Lola Bonton, la giornalista che sarebbe andata in video, sull'amante del direttore, che nelle redazioni tutti chiamavano Tvucci tvucci, per via dell'esibizione amorosa nello studio del direttore, ormai di dominio pubblico.
- Lola, - aveva detto il direttore alla presentatrice - devi avere molto tatto con Elisabetta. E' una ragazza con tante qualità...
- Ne sono certa - aveva risposto lei sapendo benissimo a cosa si riferiva il direttore
-…ma non è ancora pronta per il video. Diglielo tu, ma sii gentile, mi raccomando.
- Sarò leggera come una rosa - concluse lei che non vedeva l'ora di liquidare personalmente l'ennesima sciacquetta che tentava di rubarle il posto.
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